Azienda autodepurante

Azienda autodepurante

Il Cer è impegnato, da molti anni, nella ricerca e nella sperimentazione di nuove pratiche  e tecnologie irrigue, che permettano di limitare la problematica relativa a standard qualitativi  bassi delle acque superficiali dovuti alla scarsa capacità autogeneratrice dei corsi idrici. Gli effetti di questo fenomeno si ripercuotono sulla disponibilità della risorsa idrica per gli usi agricoli, industriali e civili.

In particolare il settore agricolo è da sempre quello più attento e sensibile al problema dell’inquinamento e di conseguenza alla qualità delle acque superficiali in quanto determinanti per la qualità stessa dei prodotti coltivati.

Il CER a questo proposito ha compiuto un processo di sperimentazione partendo dalle capacità autorigeneratrici degli ambienti acquatici naturali ed artificiali. E’ stata dunque realizzata una zona umida posta nella parte più bassa dell'area Ricerca di Acqua Campus, in località Ronchi di Budrio (Bo), alimentata artificialmente con le acque di scolo aziendali che vi affluiscono per gravità. Per motivi di monitoraggio si è dovuto creare un opportuno stramazzo ed un sistema di pompe per misurare i volumi d’acqua transitati dal capofosso e immessi nel bacino. Per soddisfare le necessità sperimentali è stato posizionato un campionatore delle acque in entrata ed in uscita, la cui analisi permette di stabilire l’efficacia fitodepurativa svolta dall'area umida aziendale. Per avere un idea delle proporzioni delle superfici coinvolte, è bene dire che per un azienda di 13 ettari è stata realizzata una area umida di 5500 m2, pari al 4,2% della superficie aziendale totale, capace di trattenere fino a 3600 m3 di acqua di scolo.

La realizzazione di aree umide fitodepuranti produce un duplice effetto, da un lato limita l’inquinamento riducendo gli effetti dei rilasci diffusi e dall’altro ha effetti benefici sull’ambiente e il territorio circostante migliorandone la biodiversità.

Il progetto portato avanti dal Consorzio per il Canale Emiliano Romagnolo è stato reso possibile grazie al finanziamento della Regione Emilia Romagna ed ha prodotto dei risultati in termini di:

•  Riduzione dell’inquinamento delle acque di scolo causato dalle attività agricole

•  Valorizzazione dei corpi idrici in vista di un loro riuso a scopo irriguo all’interno dell’azienda stessa.

•  Introduzione di elementi paesaggisti che creino valore aggiunto.

•  Aumento della capacità di invaso della rete scolante del territorio, per prevenire improvvise piene dovute a piogge intense, ultimamente assai frequenti, anche fuori stagione.

Un approfondimento più dettagliato è disponibile scaricando dalla sezione "Pubblicazioni" i vari articoli pubblicati

Attualmente l'area è uno dei siti di ricerca del progetto GREEN4WATER - Le infrastrutture verdi per la gestione e la tutela delle risorse idriche. Il progetto è finanziato dal Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca ed è descritto nella sezione Progetti in corso


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