Il CER - Consorzio di bonifica di secondo grado per il Canale
Emiliano Romagnolo -sarà l’unico organismo italiano di ricerca che
relazionerà al settimo Forum ETAP (Environmental Technologies Action Plan)
che si terrà a Copenhagen il 23 e il 24 novembre 2009. Il Forum è la vetrina
scientifica che precederà la Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sul
Cambiamento Climatico e ha l’obiettivo di far conoscere alla collettività
scientifica e politica l’innovazione prodotta dai più avanzati istituti di
ricerca europei sul tema dell’adattamento ai cambiamenti climatici.
Il CER è stato invitato a presentare i risultati del
progetto SAFIR, cofinanziato dall’Unione Europea e dalla regione
Emilia-Romagna, che è stato scelto tra i tre migliori casi di studio per il
tema “Adattamento dell’agricoltura al cambiamento climatico”.
Le attività del progetto SAFIR, realizzate a Mezzolara di
Budrio, nel bolognese, mirano a sperimentare e a sviluppare metodi sicuri per
il trattamento e il riutilizzo di acque reflue in agricoltura, in modo da
coniugare sicurezza alimentare e qualità del prodotto, eliminando al contempo
i problemi di approvvigionamento idrico in alcuni contesti territoriali, dove
la scarsità delle risorse idriche si sta facendo sempre più sentire, anche a
causa dei cambiamenti climatici in atto.
I risultati ottenuti in Emilia-Romagna su patata e pomodoro
da industria dimostrano che impiegando sistemi microirrigui avanzati ed un
trattamento decentrato dell’acqua mediante le tecnologie individuate e
sviluppate dal progetto, non si
verifica nessun problema di qualità o salubrità dei prodotti agricoli o dei
loro derivati.
Il CER: un'opera strategica per lo sviluppo del territorio
Convegno a Salvatonica di Bondeno (Ferrara) - Impianto Palantone
Lunedì 29 giugno 2009
Il Canale è lungo 133 chilometri e trasporta l’acqua del fiume Po fino alla provincia di Rimini, interessando 5 province. “Mediamente il CER distribuisce annualmente fra i 250 e i 260 milioni di metri d’acqua – specifica Massimiliano Pederzoli - rivelatisi indispensabili a garantire l’ eccellenza della produzione agricola “Made in Italy”, ma non solo, nei momenti di siccità”. A fronte dei lavori progettati, tale disponibilità raddoppierà soprattutto in vista della piena applicazione dell’uso plurimo delle acque interessante, oltre a quelli agricoli, anche usi potabili e industriali.
I Consorzi di bonifica non sono ne’ inutili, né dannosi; sono fondamentali per
garantire qualità e sicurezza idraulica al territorio. Se esistono realtà consortili
inefficienti, vanno soppresse anche in considerazione del fatto che si tratta di
strutture sottratte da decenni all’autogoverno e consegnate a gestioni non elettive;
non va quindi riformato il sistema della Bonifica, che già si è riformato con l’ accordo
in Conferenza Stato-Regioni del 18 settembre 2008, sottoscritto dal Ministro Luca
Zaia. I Consorzi di bonifica garantiscono difesa del suolo e gestione delle acque ad
uso agricolo, ma non solo, come testimoniato dall’esperienza del Canale Emiliano
Romagnolo. A dichiararlo è Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione
Nazionale Bonifiche e Irrigazioni (A.N.B.I.), intervenendo al convegno.
"La Bonifica – prosegue Gargano – non appartiene al Paese delle opere
incompiute, perché i Consorzi sono frutto di quella concreta “cultura imprenditoriale”,
che permea l’agricoltura, di cui oggi si è tornati a riconoscere la centralità nel sistema
economico territoriale e per la quale l’acqua è prerequisito essenziale e strategico".
"I Consorzi di bonifica- aggiunge Anna Maria Martuccelli, Direttore A.N.B.I. – tutelano
e garantiscono l’accesso alle disponibilità idriche, una priorità a livello planetario
accentuata dai cambiamenti climatici. Per questo, bisogna rilanciare il
completamento del Canale Emiliano Romagnolo". Presente al confronto anche il
Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, Angelo
Alessandri, che ha chiesto un confronto sereno per migliorare il sistema nelle zone di
inefficienza, perché “le Bonifiche – ha affermato – non si possono toccare.”
D’altronde ha aggiunto “bisogna ricordare la storia del proprio territorio e da lì
ripartire”, perché il sistema idrico va gestito assecondando, non violentando la
natura. "La Bonifica in Emilia Romagna- ha concluso – è una realtà di cui essere
orgogliosi". Al proposito, l’Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna,
Tiberio Rabboni, ricorda però come, al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e
Forestali, giacciano progetti immediatamente cantierabili per 95 milioni di euro,
finalizzati al completamento del reticolo distributivo del CER, cui aggiungere 10
milioni di euro destinati all’adeguamento dell’impianto idraulico del Palantone
all’abbassamento del livello idrico del fiume Po.
Settantennale del CER
Il 2009 sarà un anno importante per il Canale Emiliano Romagnolo: ricorrono infatti settant'anni dalla costituzione del Consorzio, nato con regio decreto n. 8288 il 28 settembre 1939. Da allora molto è cambiato e il CER ha acquisito compiti e ruoli sempre più rilevanti.
"Scatti d'acqua": un concorso fotografico per i mille volti dell'acqua.
Promosso dal Forum Nazionale sul risparmio e conservazione della risorsa idrica.
Il termine per l'invio delle foto è il 6 marzo 2009.
"Un sms per proteggere le colture dalla siccità"
Il CER porta un ulteriore contributo nella difesa delle colture dalla siccità. La Regione Emilia Romagna adotta gli innovativi servizi informatici irrigui del Consorzio per supportare le irrigazioni nelle aziende agricole regionali.