Fiume Reno-Volta Scirocco (Ravenna): ricostruzione completata dal CER, argine ora in sicurezza
Il Consorzio di bonifica per il Canale Emiliano Romagnolo ha redatto il progetto – finanziato per quasi 2 milioni di euro dalla Struttura Commissariale di Governo per la ricostruzione e rientrato nel PNRR – dirigendo inoltre i lavori, eseguiti dall’impresa Ecocave, lungo il corso d’acqua di competenza della Regione Emilia-Romagna
Volta Scirocco (Ra) – In meno di un anno il fiume Reno, nel tratto all’altezza di Mandriole, nel Ravennate, vede completato un intervento strategico per il ripristino delle condizioni di sicurezza grazie ai lavori effettuati su un movimento franoso che aveva colpito l’argine destro, progettati dai tecnici del Consorzio CER (il Consorzio di bonifica di secondo grado per il Canale Emiliano Romagnolo) e che hanno beneficiato di un’importante copertura finanziaria, dell’importo pari a 1 milione 926 mila euro, da parte del Commissario straordinario di Governo alla ricostruzione nei territori colpiti dall’alluvione verificatasi in Emilia-Romagna, Toscana e Marche e sono stati eseguiti dall’impresa Ecocave S.r.l. di Ravenna nel corso dell’ultimo biennio, secondo le tempistiche PNRR e grazie alla direzione lavori del CER.
Ed è proprio pochi giorni dopo la conclusione di questo capillare intervento all’interno delle opere della Ricostruzione che i rappresentanti dei Consorzi di bonifica, degli enti di governo e delle istituzioni locali e regionali si sono riuniti presso la Traversa Volta Scirocco (Ra) per un sopralluogo lungo l’area interessata e per la condivisione dei dettagli dei lavori eseguiti, con i saluti del presidente del Consorzio CER, Nicola Dalmonte e del sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, accompagnato dal viceprefetto Arnaldo Agresta, cui hanno fatto seguito le relazioni tecniche di Raffaella Zucaro, direttrice generale del Consorzio CER e coordinatrice di ANBI Emilia Romagna; degli ingegneri del Consorzio CER Veronica Toschi e Michele Marini, responsabili del progetto di ripristino arginale; del professor Attilio Toscano, docente di Idraulica Agraria all’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna; e del direttore generale di ANBI, l’Associazione nazionale bonifiche e irrigazione, Massimo Gargano. Successivamente, parola al Commissario straordinario di Governo per la ricostruzione dei territori colpiti dalle alluvioni 2023, Fabrizio Curcio e a Michele de Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna; le conclusioni sono state affidate al presidente di ANBI, Francesco Vincenzi. A moderare il giornalista Andrea Gavazzoli.
LE DICHIARAZIONI
“Un esempio virtuoso e fulgido delle capacità del ‘saper fare’ maturate, nel corso del tempo, dalla sfera dei Consorzi di bonifica e che dimostra, ancora una volta, come conoscenze e competenze degli enti e delle professionalità poste sotto il coordinamento di Anbi portino ad importanti risultati per il territorio e per le comunità che vi risiedono – ha sottolineato Nicola Dalmonte, Presidente del Consorzio CER –. Questo capillare intervento di ricostruzione è un’azione virtuosa di difesa idraulica messa in campo anche grazie alla sinergia tra più attori: dalla Struttura commissariale, che ha finanziato il progetto dei nostri uffici tecnici; all’Amministrazione regionale, con cui il proficuo rapporto di collaborazione e reciproca fiducia ci ha consentito di sovrintendere alla direzione dei lavori egregiamente svolti nel rispetto delle tempistiche del PNRR grazie ad un’impresa edile locale”.
"Il completamento dell'intervento conferma il valore di un metodo di lavoro basato sulla collaborazione tra Struttura commissariale, Regione, enti locali, soggetti attuatori e competenze tecniche presenti sul territorio – ha evidenziato Fabrizio Curcio, Commissario straordinario di Governo alla ricostruzione nei territori colpiti dall’alluvione verificatasi in Emilia-Romagna, Toscana e Marche –. Quando le istituzioni agiscono in maniera coordinata e condividono obiettivi e responsabilità, è possibile dare risposte ai cittadini. Ogni intervento concluso rappresenta un tassello di un lavoro più ampio che coinvolge migliaia di opere. Il nostro obiettivo è continuare ad accelerare l'attuazione dei programmi finanziati, consolidare la centralità degli enti territoriali, mantenendo alta l'attenzione sulla qualità degli interventi e sulla capacità di generare benefici duraturi per le comunità locali".
“Ricostruire non significa solo riparare ciò che è stato danneggiato, ma rendere il nostro territorio più sicuro e preparato ad affrontare gli effetti sempre più frequenti di eventi meteo estremi – ha concluso Michele de Pascale, Presidente della Regione Emilia-Romagna –. L'intervento completato sul fiume Reno è un esempio concreto di questa strategia: un'opera che rafforza la sicurezza idraulica del territorio, contribuisce alla tutela delle comunità e delle attività che vivono lungo il corso del fiume e restituisce piena funzionalità a un'infrastruttura strategica. È anche la dimostrazione di quanto siano decisive la capacità di fare squadra tra istituzioni, enti locali, Consorzi di bonifica e tutte le realtà che ogni giorno operano sul territorio, per la qualità della progettazione e la rapidità nell'attuazione degli interventi. Il nostro obiettivo è continuare a investire nella prevenzione e nella manutenzione del territorio con una programmazione di lungo periodo. I cambiamenti climatici ci impongono di superare la logica dell'emergenza e costruire una politica strutturale della sicurezza territoriale: ogni intervento è parte di una strategia che punta a rendere l'Emilia-Romagna più sicura, oggi e negli anni a venire”.
L’INTERVENTO
Scopo dei lavori è stato riportare in sicurezza il movimento franoso di una porzione dell’argine destro del fiume Reno subito a valle dello sbarramento mobile di Volta Scirocco, di competenza della Regione Emilia-Romagna con la quale, per ragioni legate alla pertinenza territoriale, il Consorzio di Bonifica di secondo grado per il Canale Emiliano-Romagnolo ha redatto uno specifico atto di Convenzione al fine di regolamentare i dettagli della collaborazione istituzionale.
Infatti, la sponda destra del fiume Reno, circa 30 metri a valle della traversa mobile, presentava un dissesto che coinvolgeva il rivestimento in calcestruzzo realizzato a protezione dell'argine. Tale fenomeno, già segnalato dal Consorzio al competente ufficio regionale, è stato costantemente monitorato nel corso del tempo: il lento movimento non ha provocato particolari condizioni di pericolo per gli anni a seguire fino al maggio del 2023, quando il fronte di frana ha subito un incremento delle dimensioni tale da indurre il CER ad eseguire un rilievo a terra per l’inquadramento e la relativa delimitazione dell’area interessata dal cedimento dell’argine. Gli incontrovertibili esiti delle perizie effettuate hanno confermato la necessità di intervenire.
Per ripristinare la sezione originaria del fiume e soprattutto per evitare un allargamento del fronte e delle dimensioni della frana sono stati eseguiti, in diverse fasi, i lavori che hanno portato alla completa sistemazione della frana lungo il segmento dell’argine destro.
La collettiva degli esponenti delle autorità intervenuti all’evento di Volta Scirocco durante il sopralluogo sull’argine destro del Reno, oggetto dell’intervento

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