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26 Giugno 2026

IL GRANDE CALDO ATTACCA LA SALUTE EUROPEA E DISEGNA GLI SCENARI DEL PROSSIMO FUTURO: LA MINACCIA METEO ARRIVA DAI MARI

FRANCESCO VINCENZI Presidente ANBI: “SARANNO TEMI DELLA NOSTRA ASSEMBLEA NAZIONALE AD INIZIO LUGLIO”

 

In Europa è emergenza sanitaria per il propagarsi  della cupola di calore, generatasi in Marocco: la salute dei cittadini è messa a rischio dalla prolungata esposizione a temperature molto alte;  in Spagna sono già un centinaio le vittime da Maggio, mentre in Francia si stanno registrando le temperature più calde da 80 anni e che hanno superato i 50 gradi al suolo in ampie zone centrali e meridionali (fonte: Copernicus). Massime fino a 41° sono segnalate nel Sud dell’Inghilterra ed in Galles, mentre sarà “Caronte” ad infiammare in questi giorni la nostra Penisola con temperature, che in città potranno superare i 40°, colpendo ancora una volta più duramente un’Italia settentrionale già alle prese con una preoccupante crisi idrica, ben rappresentata dalla contrazione di portata del fiume Po al di sotto dei 300 metri cubi al secondo (mc/s 298,42). Da venerdì scorso la media dei flussi a Pontelagoscuro è stata inferiore a mc/s 330  con un’ingressione salina, che ha a raggiunto l’incile del Po di Gnocca, distante 20 chilometri dal mare, con conseguente impossibilità di irrigare nei territori di Porto Tolle e nell’isola di Ariano, a Sud di Ca’ Vendramin. Se le portate dovessero scendere sotto mc/s 250, il cuneo salino risalirebbe per una trentina di chilometri.

“Sono esempi di una tendenza climatica che, stanti gli attuali “trends”, comporterà una perdita fino al 5% del Prodotto Interno Lordo dell’Italia al 2040 – ricorda Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI - Con un possibile aumento di 3 gradi nella temperatura si avrà un  calo del 20% nelle rese agricole e del 10% nelle attività ittiche.”

Temperature anomale stanno raggiungendo anche le quote più alte (in Valle d’Aosta, lo zero termico è tra m. 4300 e m.4800!), deteriorando ulteriormente i ghiacciai alpini  come Bossons nella valle di Chamonix, ma incidendo positivamente sull’attuale bilancio idrico dei fiumi del Nord Italia unitamente a violenti rovesci e localizzate grandinate anomale, che si verificano a seguito dell’estremizzazione delle temperature. E’ plausibile quindi ritenere che, ormai esauriti i contributi nivali ed in assenza di consistenti eventi meteo, i corpi idrici settentrionali subiranno un tracollo delle portate.

“E’ opportuno ricordare che, a fronte di un aumento di 2 gradi nella temperatura, si avrà un  calo del 15% nelle presenze turistiche straniere e dell’8% in quelle nazionali – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI - Con un incremento di 4 gradi sparirà l’80% delle stazioni sciistiche. Sono scenari, che saranno fra i temi dell’Assemblea nazionale dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, in calendario l’1 e 2 Luglio, a Roma.”

A livello globale, le temperature marine hanno superato in questi giorni i record del 2024 (+0,03°C; fonte: C3S/ECMWF), ma sono quelle del Mediterraneo a poter condizionare negativamente la meteorologia dei Paesi prospicenti: su gran parte del Tirreno centro-meridionale, la temperatura si è stabilizzata fra i  29 ed i 30 gradi (fonte: LaMMa Toscana)

Il report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche segnala che in Italia, come previsto, stanno scendendo repentinamente i livelli idrometrici dei grandi bacini del Nord: di quasi 30 centimetri sono i cali registrati dai laghi di Como e d’Iseo (ora rispettivamente al 58,8% e 65% di riempimento), il Maggiore è  pieno al 58,9% ed il Benaco al 74,3%.

In Valle d’Aosta, mentre aumentano le portate di Dora Baltea e torrente Lys,  impressiona il dato delle temperature a quote alte: sulle Grandes Murailles  (Valtournenche, altitudine: m. 2566), negli scorsi 30 giorni, la temperatura è scesa sotto lo zero solo l’11 Giugno per qualche ora; attualmente  le massime stanno superando i 17 gradi!

In Piemonte sono eccezionali i flussi minimi nel fiume Tanaro: a Montecastello, le portate medie non superano mc/s 4,4, quando normalmente a Giugno si attestavano a mc/s 106,5 (-96%)! Sono più che dimezzate anche le portate, che dovrebbero scorrere in questo periodo negli alvei di Stura di Lanzo e Toce.

Le riserve idriche della Lombardia, dopo aver toccato mln. mc.  1642 (-26,1% sulla media), si sono ulteriormente contratte per la  riduzione dei volumi idrici, contenuti nei laghi della regione.

In Veneto tornano a ridursi, dopo la breve parentesi delle scorse due settimane, le già deficitarie portate fluviali: Adige, -65% (vicino al valore minimo indispensabile per il contenimento dell’intrusione salina); Livenza, -60%; Bacchiglione, -71%.

In Emilia-Romagna, i corsi d’acqua sono quasi tutti pressoché asciutti: la portata del Savio è di soli mc/s 0,66, quella del Reno è a mc/s 2,12; Trebbia e Nure continuano a registrare portate inferiori ai minimi storici.

L’ acqua è particolarmente scarsa nell’alveo del fiume Po: ad Isola S. Antonio, nell’Alessandrino, si è registrata la portata media (mc/s 38,8), più scarsa da almeno 2 anni, mentre al rilevamento di Pontelagoscuro, nel Ferrarese, il deficit idrico è dell’83%!

In Liguria decrescono i livelli idrometrici dei fiumi Entella, Vara ed Argentina.

Scarsi sono anche i flussi dei fiumi in Toscana: Ombrone -80%, Arno, -63%; Serchio, -37%.

Nelle Marche sono soprattutto il fiume Esino ed il suo affluente Sentino a veder abbassare le altezze idrometriche; l’acqua contenuta nei bacini artificiali ammonta a mln. mc. 51,13.

In Umbria è sceso di ben 4 centimetri, il livello idrometrico del lago Trasimeno: ora, a Polvese, l’altezza si discosta di m.1,20 dalla media storica. Sono stabili, invece, le portate dei fiumi Chiascio e Paglia.

Nel Lazio perdono ulteriori 2 centimetri anche i livelli dei laghi romani di Nemi ed Albano; quest’ultimo, salvo un breve periodo di ripresa a fine Maggio, è dal 15 Marzo che vede ridursi la propria altezza: in poco più di 3 mesi ha perso 20 centimetri (-cm.38 in un anno, -cm.64 in due anni).

Negative sono anche le “performances” settimanali dei fiumi Volturno, Sele e Garigliano in Campania.

In Basilicata gli invasi di monte Cotugno, Pertusillo, Camastra e Basentello hanno visto ridursi i propri volumi di oltre 9 milioni di metri cubi  in 7 giorni, ma mantengono ancora l’81% del volume d’acqua autorizzato, vale a dire quasi 128 milioni di metri cubi in più dello scorso anno.

Infine, la riduzione settimanale del quantitativo idrico, trattenuto dalle dighe in Puglia, è stimabile in mln. mc.12,66 a causa delle alte temperature con conseguenti incrementi sia nell’evapotraspirazione che nel fabbisogno idrico delle campagne; i bacini sono comunque ancora riempiti al 77%.

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